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Web Tax (o Google Tax): che cos’è e cosa cambia per l’acquisto di pubblicità online in Italia

Web Tax, Google Tax

Che cos’è la web tax?

Con “web tax” o “Google tax” si intendono le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2014 (Legge n.147 del 27/12/2013) per quanto riguarda le modalità fiscali per l’acquisizione di servizi di pubblicità e link sponsorizzati online.

Legge 27 dicembre 2013, n. 147 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014) è stata approvata in via definitiva dal Senato in data 23 dicembre 2013 con 167 voti favorevoli e 110 contrari, su un totale di 277 votanti e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.302 del 27/12/2013 – Supplemento Ordinario n. 87.

Inizialmente era stata prevista l’entrata in vigore di queste nuove norme dal 01/01/2014, ma con il Decreto Milleproroghe, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 27/12/2013, la data di entrata in vigore della Web Tax è stata posticipata al 01/07/2014.

Di seguito gli articoli della Legge di Stabilità 2014 che riguardano l’acquisto di pubblicità online in Italia.

Testo Legge di stabilità 2014

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014)

33. Nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo l’articolo 17 è inserito il seguente:
«Art. 17-bis. (Acquisto di pubblicità on line)
1. I soggetti passivi che intendano acquistare servizi di pubblicità e link sponsorizzati on line, anche attraverso centri media e operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita IVA rilasciata dall’amministrazione finanziaria italiana.
2. Gli spazi pubblicitari on line e i link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (servizi di search advertising), visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito internet o la fruizione di un servizio on line attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili, devono essere acquistati esclusivamente attraverso soggetti, quali editori, concessionarie pubblicitarie, motori di ricerca o altro operatore pubblicitario, titolari di partita IVA rilasciata dall’amministrazione finanziaria italiana. La presente disposizione si applica anche nel caso in cui l’operazione di compravendita sia stata effettuata mediante centri media, operatori terzi e soggetti inserzionisti».

177. Ferma restando l’applicazione delle disposizioni in materia di stabile organizzazione d’impresa, di cui all’articolo 162 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ai fini della determinazione del reddito d’impresa relativo alle operazioni di cui all’articolo 110, comma 7, del medesimo testo unico, le società che operano nel settore della raccolta di pubblicità on-line e dei servizi ad essa ausiliari sono tenute a utilizzare indicatori di profitto diversi da quelli applicabili ai costi sostenuti per lo svolgimento della propria attività, fatto salvo il ricorso alla procedura di ruling di standard internazionale di cui all’articolo 8 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.

178. L’acquisto di servizi di pubblicità on-line e di servizi ad essa ausiliari deve essere effettuato esclusivamente mediante bonifico bancario o postale dal quale devono risultare anche i dati identificativi del beneficiario, ovvero con altri strumenti di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni e a veicolare la partita IVA del beneficiario. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, sentite le associazioni di categoria degli operatori finanziari, sono stabilite le modalità di trasmissione all’Agenzia delle entrate, in via telematica, delle informazioni necessarie per l’effettuazione dei controlli.

179. Le maggiori entrate derivanti dai commi 151, 177 e 178, pari complessivamente a 237,5 milioni di euro per l’anno 2014, a 191,7 milioni di euro per l’anno 2015, a 201 milioni di euro per l’anno 2016 e a 104,1 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017, affluiscono al Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

749. La presente legge entra in vigore il 1º gennaio 2014.

Per il testo completo della Legge di Stabilità vedi: http://www.altalex.com/index.php?idnot=64863

Decreto MilleProroghe: Web Tax Posticipata al 01/07/2014

Il Consiglio dei Ministri che si è riunito a Palazzo Chigi venerdì 27 dicembre 2013, ha deciso di posticipare di sei mesi l’entrata in vigore della “web tax”.

Ecco il testo ufficiale:

DISPOSIZIONI DI CARATTERE FINANZIARIO INDIFFERIBILI
Web tax. L’entrata in vigore è posticipata al 1° luglio 2014.
Vedi: http://governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=74247



In seguito alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, il Milleproroghe è stato suddiviso in due decreti:

  • Decreto Legge 30 dicembre 2013, n. 150 intitolato “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.304 del 30/12/2013.
  • Decreto Legge 30 dicembre 2013, n. 151 intitolato “Disposizioni di carattere finanziario indifferibili finalizzate a garantire la funzionalità di enti locali, la realizzazione di misure in tema di infrastrutture, trasporti ed opere pubbliche nonché a consentire interventi in favore di popolazioni colpite da calamità naturali”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.304 del 30/12/2013.

Quello che riguarda il rinvio della webtax è il Decreto Legge 30 dicembre 2013, n. 151, la cui entrata in vigore è prevista per il 31/12/2013:

Art. 1 Modificazioni alla legge 27 dicembre 2013, n. 147
1. L’applicazione dei commi 33 e 529 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è rinviata al 1° luglio 2014.



L’unico articolo per cui l’entrata in vigore è stata posticipata al 01/07/2014 è il 33, mentre gli articoli 177, 178 e 179 non sono stati posticipati, e sono quindi in vigore dal 01/01/2014.

Web Tax in vigore dal 1 marzo 2014?

Aggiornamento 26/02/2014. A causa della mancata conversione in legge del Decreto Legge 30 dicembre 2013, n. 151 (il cosiddetto “Salva Roma”), a quanto pare la web tax diventerà operativa dal 01/03/2014.

Sospesa la Web Tax!

Aggiornamento 28/02/2014. Nel consiglio dei ministri della mattina di venerdì 28 febbraio 2014, la Web Tax è stata sospesa. Lo stesso Matteo Renzi su Twitter conferma lo stop alla Web Tax:

Avevamo detto no #webtax Siamo stati di parola #lavoltabuona
Fonte: https://twitter.com/matteorenzi/status/439407640125636608

Rimosso. Ne riparleremo in un quadro di normativa europea
Fonte: https://twitter.com/matteorenzi/status/439384417006804994


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Considerazioni e approfondimenti sulla Google Tax

Ho raccolto un po’ di considerazioni in merito alla Google Tax, le riporto qui di seguito con link alla fonte.

Legge scritta male

La legge che vorrebbe colpire le grandi aziende della Rete è scritta male. […] Qualsiasi pubblicità visibile in Italia dovrebbe essere venduta solo da titolari di partita Iva italiana. Poiché però tutto il Web è visibile dall’Italia, un’interpretazione del genere porterebbe a conclusioni paradossali, perché un’azienda americana che pubblichi una pubblicità su un sito .com per un cliente statunitense dovrebbe comunque acquistarla attraverso una partita Iva italiana.
Fonte: http://www.wired.it/attualita/politica/2013/12/24/si-puo-aggirare-web-tax/


Dubbi interpretativi

Formulata da chi probabilmente non ha conoscenza del funzionamento della rete e che propone tale norma per finalità prettamente fiscali, sbagliando però obiettivo e arma. Si utilizzano diciture come “spazi pubblicitari on line” (che significa? anche una pagina Web è uno spazio pubblicitario on line) legate a “visualizzabili sul territorio italiano” (gli unici siti web al mondo non visibili sul territorio italiano sono quelli censurati dai regimi e/o considerati illegali per gioco on line dall’AAMS), indicare “attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili” (dimenticandosi che esiste pure la connessione internet via satellite, che non rientra nel concetto di rete fissa e nemmeno dispositivi mobili).
Fonte: http://www.pionero.it/2013/12/23/webtax-necessario-intervenire-con-emendamenti-a-destinazione-italia/


Sanzioni

Finché questa norma non sarà adottata dai principali network (a patto che lo sia…), le aziende italiane (i “soggetti passivi”) «inevitabilmente si troveranno a comprare pubblicità fuorilegge. Perché continueranno a usare Google e Facebook. Per questi, infatti, ci vorrebbero comunque mesi per decidere il da farsi, aprire partita IVA e cambiare il proprio sistema di fatturazione», dice Scorza. «E tuttavia la legge non prevede sanzione per le aziende che comprano pubblicità da soggetti senza partita IVA italiana. Potrebbero quindi anche ignorarla. Non si sa quindi il vero impatto possibile», aggiunge.
http://www.pmi.it/impresa/pubblicita-e-marketing/articolo/72395/pubblicita-internet-nel-caos-punti-deboli-della-web-tax.html


Incompatibilità con il diritto dell’UE

La norma fosse incompatibile con il diritto dell’Unione europea, di dubbia legittimità costituzionale per contrasto con la libertà di impresa e, tra l’altro, difficilmente attuabile a causa dell’assenza di qualsivoglia sistema sanzionatorio.
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/19/la-web-tax-e-fuorilegge/819400/


Sanzioni all’Italia dall’Unione Europea

Se il Governo mancasse di considerare in qualsiasi modo l’opinione di Bruxelles, l’incompetenza del legislatore italiano in materia di diritto comunitario comporterebbe una sanzione nei confronti dell’Italia.
Fonte: http://punto-informatico.it/3964194/PI/News/italia-web-tax-detta-legge.aspx


Tassa sulla pubblicità per le aziende italiane

Di fatto, Google scaricherà i costi fiscali sul prezzo del servizio, e questa Google Tax diventerà una tassa sulla pubblicità, che le aziende dovranno pagare. Le PMI italiane pagheranno di tasca propria, come aumento dei prezzi, la tassa che pensate di imporre a Google. Quello che succederà è che le aziende italiane si troveranno a pagare i costi fiscali caricati su Google, ovvero una nuova tassa sulla pubblicità all’estero, sul veicolo a costo accessibile per il marketing globale, quale Google Adwords è per le PMI italiane. Mentre le loro concorrenti d’oltralpe, dai francesi ai tedeschi agli olandesi agli spagnoli potranno invece continuare a comprare servizi di marketing globale e di advertising globale a prezzi inferiori.
Fonte: http://www.keinpfusch.net/2013/12/ancora-sulla-google-tax-la-tassa.html



La WebTax vìola la Direttiva Europea 2006/123/CEE (“Direttiva Bolkestein”)
Secondo Marco Bazzoni (Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – Firenze) la Web Tax contenuta al comma 33 della Legge di Stabilità 2014, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 27 Dicembre 2013 (n 302 supplemento ordinario 87/L) violerebbe in modo evidente la direttiva europea 2006/123/CEE, detta anche direttiva Bolkestein, per essere precisi, l’articolo 16, comma 2 di tale direttiva, e ha quindi inviato in data 29/12/2013 alla Commissione Europea una denuncia, chiedendo alla Commissione Europea di aprire quanto prima una procedura d’infrazione contro l’Italia per violazione di tale direttiva.

Poco importa che il Decreto Milleproroghe approvato dal CdM in data 27 Dicembre 2013 abbia posticipato l’entrata in vigore della Web Tax al 1 Luglio 2014. La violazione della direttiva Bolkestein resta.

Vedi: www.riccardoperini.com/wp-content/uploads/web-tax-denuncia-commissione-europea.pdf

Web Tax, a volte ritornano (27/02/2014)
Con la decadenza del SalvaRoma la Web Tax diverrà operativa il 1 marzo 2014, creando inaspettate ripercussioni a mercati come quello dell’advertising e producendo quasi certamente una sanzione UE all’Italia.
Fonte: http://punto-informatico.it/4001423/PI/News/web-tax-volte-ritornano.aspx

Webtax: quarantotto ore per non essere fuori legge (27/02/2014)
L’ormai imminente entrata in vigore della webtax creerà una serie di effetti a catena, trasformandoci in un Paese fuori legge, popolato da fuori legge.
Fonte: http://www.guidoscorza.it/?p=4383

Scritto da:
Data: 27-12-2013
Categoria: Pubblicità Online
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- 10 Commenti -

  1. Rispondi Roberto Fumarola 28 dicembre 2013 alle ore 10:13

    Ottimo articolo con la panoramica completa ed aggiornamenti.
    Lo tengo d’occhio. Grazie Riccardo ;)

  2. Rispondi Silvano 31 dicembre 2013 alle ore 14:59

    Il primo errore? Chiamarla Web Tax: più.A mio avviso sarebbe piu corretto chiamarla Embargo 2.0.
    Una vergogna assoluta che viola i diritti di acquisto e vendita di servizi in Europa.
    Siamo Italiani e paghiamo le tasse in Italia anche grazie ai servizi forniti da queste aziende.
    Siamo Italiani quindi Europei e abbiamo gli stessi diritti degli altri Paesi.
    Cari Onorevoli non siamo né in Cina ne a Cuba siamo in EUROP!A!!!
    https://www.facebook.com/NO.WEB.TAX.ITALIA

  3. Articolo citato da: Google Tax a un passo - Pagina 12 | alVerde.net

  4. Rispondi prezzemolino 31 dicembre 2013 alle ore 23:13

    Buonasera

    Ma allora bisogna acquistare pubblicita solo via bonifico? quasi nessun sito supporta il bonifico dunque diventa impossibile acquistare pubblicita su internet (adword o facebook ads non prevedono il bonifico).

  5. Rispondi Emmecibi 20 gennaio 2014 alle ore 12:40

    Complimenti! Articolo ben fatto con riferimento alle fonti normative. Stavo cercando qualcosa sul sito del Sole 24 ore e non ho trovato nulla di esaustivo, per fortuna Google mi ha portato qui.
    Grazie

  6. Rispondi Tommaso 9 febbraio 2014 alle ore 22:38

    Io, disoccupato che si stà inventando un lavoro producendo e vendendo magliette serigrafate (ovviamente non posso permettermi partita iva anche perchè stò solo provando e non vado oltre la soglia dei 5000 e sono disegni che faccio io) poi diciamocelo, sono stato diversi mesi a pensare di non poter esaudire i miei sogni per pagare l’inps per le pensioni d’oro, ed ho deciso che la mia felicità vale molto di più (e mi sono detto, ma come, scontano le case slot, continuano a dare pensioni d’oro, e io dovrei stare fermo? ora vengo a sapere che oltre a tutti i paletti già impossibili da superare per i piccoli, dovrei anche veder sfumata la mia possibilità di investire in pubblicità!!! Per cosa poi??? Per raccattare l’1% di quello avrebbero dovuto pagare le concessionarie di slot??? Morte, solo la morte per linciaccio mi pare la punizione adeguata per questi porci.. Cazzo facciamoci sentire!! andiamo a bruciarli in piazza sennò continueranno!!!

  7. Rispondi Giacomo 27 febbraio 2014 alle ore 17:44

    Cosa succede se un’azienda non compila il campo partita iva e fa pubblicità come fosse un privato?

  8. Rispondi Max 28 febbraio 2014 alle ore 18:02

    Buongiorno, vorrei capire se sono stati abrogati tutti gli articoli della webtax o solo alcuni articoli.

    Art. 33 – Art. 177 – Art. 178 – Art. 179 – Art. 749

    Vorrei capire se sono tutti abrogati o se è stato abrogato solo art. 33 che imponeva di acquistare pubblicita solo da aziende italiane.

    Grazie per il prezioso articolo.

  9. Rispondi utente 28 febbraio 2014 alle ore 18:07

    Buongiorno, vorrei sapere se sono stati abrogati tutti i 5 articoli della webtax o solo articolo 33 (obbligo di acquistare pubblicita solo da partite iva italiane).

    In pratica obbligo di acquistare pubblicita solo via bonifico ancora esiste oppure è stato abrogato assieme tutti gli altri articoli della webtax, grazie.
    Buongiorno

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