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Google e la Lotta allo Spam: quali azioni nel 2011?

In un video caricato su Youtube il 15 marzo 2011, Matt Cutts anticipa alcuni progetti che il team di Google affronterà nel 2011 per combattere lo spam.

Per dirla alla Marzullo, Matt Cutts, che guida il Webspam team di Google, si fa una domanda e si da una risposta. La domanda a cui risponde (“What are some of the projects that the webspam team might tackle in 2011?”) è stata infatti posta proprio da lui.

“What are some of the projects that the webspam team might tackle in 2011?”



Ecco un riassunto di quello che dice Matt Cutts nel video:

Quali sono le azioni che il Webspam Team di Google affronterà nel 2011?
Stiamo pensando a un sacco di cose per il 2011. Una di queste è una sorta di “ritorno alle origini”. Abbiamo lavorato su un sacco di progetti, ora vogliamo tornare a lavorare su quello che la maggior parte della gente considera il “core” dello spam, come ad esempio il keyword stuffing e lo spam nel commenti dei blog.
Tornare alle origini per me significa avere ancora più ingegneri che lavorano su quello che la gente può facilmente riconoscere come spam. Per questo rilasceremo un “content based spam classifier”.
Ma stiamo anche lavorando per continuare i nostri progetti che riguardano la qualità dei link, sul discorso dei siti hackerati e sulla comunicazione, per cercare di capire come comunicare nel modo migliore con i webmaster.
Il problema è che il web spam team di Google, rispetto al numero di siti presenti sul web, è molto piccolo. Quindi stiamo cercando di capire come comunicare in modo “scalabile”, per permettere alle persone di sapere cosa sta succedendo al loro sito (e di comprenderlo in modo chiaro) e di fornire loro anche alcune azioni da intraprendere. Per esempio con i siti hackerati abbiamo iniziato a mostrare in SERP un messaggio che indica che il sito è stato compromesso. E cliccando sul messaggio “Questo sito potrebbe essere compromesso” si accede a una pagina dove spieghiamo perché il sito è stato compromesso.
Riassumendo stiamo quindi cercando di comunicare meglio, non solo quando pensiamo che stia succedendo qualcosa al sito web, ma anche quando si dovrebbe inviare una “reconsideration request”. Continueremo poi a migliorare il nostro sistema di individuazione di siti hackerati. E oltre a questo cercheremo di capire quali sono le cose che l’utente medio è in grado di associare allo spam, sia per quanto riguarda le cose “visibili” che i backlinks.
Tutto questo per cercare di fornire risultati su Google sempre più privi di spam.


Riccardo Perini seo

Riccardo Perini

SEO Specialist dal 2004, aiuto le aziende a farsi trovare tra i risultati organici di Google.


Data pubblicazione: 22 Marzo 2011
Categoria: SEO
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