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Formula AIDA

Hai mai sentito parlare della formula AIDA? A.I.D.A. è un acronimo di Attention, Interest, Desire, Action (in italiano Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione).

Nonostante il processo decisionale sia complesso e influenzato da molte variabili, questa formula racchiude i quattro elementi fondamentali che una campagna pubblicitaria o una buona azione di marketing dovrebbe contenere. Si tratta di un modello teorico di funzionamento utilizzato spesso nel mondo del marketing, dell’advertising e delle vendite.

Un buon messaggio pubblicitario dovrebbe per prima cosa catturare l’attenzione del pubblico a cui si rivolge, poi generare interesse, quindi suscitare un desiderio e infine invitare all’azione.

Il Metodo AIDA: Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione

Vediamo meglio la definizione dei 4 elementi del modello AIDA.

Formula AIDA Attenzione Interesse Desiderio AzioneA. Attenzione (Attention o Awareness)
Per prima cosa un buon annuncio pubblicitario deve catturare l’attenzione del potenziale cliente.

I. Interesse (Interest)
Una volta catturata l’attenzione, bisogna mantenere vivo l’interesse del prospect, dando un motivo per continuare a leggere e approfondire, esempio sviluppando il discorso e comunicando benefici e vantaggi reali.

D. Desiderio (Desire)
In questa fase il messaggio dovrebbe innescare un desiderio per il prodotto o servizio pubblicizzato. Il lettore dovrebbe essere coinvolto emotivamente, dovrebbe riconoscere un bisogno e vedere nel prodotto/servizio descritto la soluzione alle sue necessità.

A. Azione (Action)
L’ultima fase consiste nel fornire una valida call-to-action, che spinga a compiere una determinata azione.

 

Le origini del Metodo AIDA

La formala AIDA viene solitamente attribuita all’americano Elias St. Elmo Lewis, che nel 1898 utilizzò lo slogan “Attract attention, maintain interest, create desire, get action” e a A.F. Sheldon, che nel 1907 lo perfezionò aggiungendo un quinto elemento: “permanent satisfaction”. Il termine venne poi ripreso negli anni ’20 anche da Edward Kellogg Strong, professore di Psicologia e da molti altri negli anni a seguire.

Riccardo PeriniScritto da:
Data: 31-05-2013
Categoria: Marketing e Comunicazione
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